Il mondo è cambiato.

Fino a un paio di anni fa, credevamo di essere ormai capaci di gestire al meglio gli eventi peggiori, anche le pandemie e le guerre. Ci troviamo abituati al benessere e alla pace assumendole come dato garantito dalla società solo perché le apparteniamo. Per questo motivo ci sentiamo smarriti e in
qualche misura anche traditi da tutto ciò che ci aveva fatto credere che questo tipo di eventi non sarebbero mai più apparsi all’orizzonte della nostra storia contemporanea. Abbiamo constatato come le politiche che non riconoscono il valore del tessuto sociale, degli interventi solidaristici impostati sulla
vicinanza relazionale e sociale si risolvono in catastrofi quando l’imprevisto compaia all’orizzonte come un cigno nero. Il Covid-19 ha evidenziato ulteriormente che dobbiamo restituire la dimensione sociale al servizio sanitario, perché la centralizzazione non può che essere inefficiente quando le leggi della natura irrompano nei nostri schemi già collaudati. E la situazione ucraina ci ha insegnato che non possiamo prescindere da una cultura civica che insegna il senso della convivenza pacifica a partire dalla scuola, se vogliamo che il futuro dei nostri figli assomigli a quello che abbiamo potuto vivere noi, nati dopo il secondo conflitto mondiale.

Ma in entrambi i casi è necessaria una figura politica in grado di far comprendere a tutti i cittadini che né salute né pace sono un dono a priori quanto piuttosto si tratta di un risultato che richiede impegno e dedizione. Un piano politico cittadino autenticamente in grado di attivare processi di engagement sociale richiede iniziative di sensibilizzazione capillare intorno al senso del limite e delle modalità con cui l’esperienza della perdita può essere riparata dalla comunità che si muove incontro a tutto ciò che disgrega il senso di appartenenza e di sicurezza. Dalla pandemia è uscita confermata la forza del Volontariato: una risorsa enorme che può essere messa a sistema e dispiegare le sue potenzialità con opportune politiche da parte dell’Amministrazione, aggiornando gli interventi per ricostruire le occasioni di stare assieme includendo le varie fasce dei residenti preferibilmente non lontano da casa, favorendo lo sviluppo del volontariato inserendolo adeguatamente in un mosaico complessivo fatto di intervento pubblico e privato.

Tutto gira intorno e ricade sulle Persone. E la politica comunale deve partire dalle Persone e costruirsi intorno alle loro esigenze, considerandole tutte e poi contemperandole per non lasciare indietro nessuno.

Il nostro più grande desiderio è che Padova, in nome della sua tradizione e della sua storia millenaria, continui a essere una città libera, colta, sensibile, aperta al mondo, accogliente. Una città gentile, che promuove progetti incentrati sui concetti di civiltà, vivibilità, accoglienza e rispetto, per l’ambiente, anzitutto, per il sociale, per le minoranze, in una logica di sviluppo della convivenza civile. Crediamo fermamente che non ci sia forza più grande della gentilezza, che è uno stile di vita, non un cedimento timido alla prepotenza di pochi. Siamo convinti che il compito più alto di chi amministra consista nel promuovere concordia e amicizia tra quanti vivono nella stessa città. Tutto questo mira a incrementare la sicurezza di una città, che non può essere demandata solo alla sorveglianza delle videocamere o al presidio delle forze dell’ordine.

Padova è una città unica, con tesori d’arte patrimoni universali e di umanità, l’importante riconoscimento Unesco 2021 lo riconosce, capitale del volontariato nel 2020, e di saperi, quest’anno l’università compie i suoi 800 anni. Ha promosso sviluppo e progresso, e merita di continuare a farlo. Ma ciò può essere solo se la si pensa progressista e la si considera una città, dotandola di servizi e spazi in tutti quartieri con uguali possibilità, e dove tutto sia pulito e mantenuto con uguale cura e attenzione, e nessuno si senta lasciato indietro. E questo può accadere solo se la città difende i suoi cittadini e prospera insieme a loro, passa inevitabilmente attraverso la cura delle fragilità e la riduzione delle diseguaglianze, con un occhio attento alla salute, alle famiglie anche formate da una persona,
agli anziani e ai ragazzi, ai tempi di vita delle donne. Richiede una nuova e più efficace promozione della qualità urbana, un impegno fattivo per il miglioramento dei servizi, pulizia, cura, accoglienza e sicurezza della città. Presuppone una politica di allegerimento al massimo possibile del carico fiscale, delle tariffe
a livello comunale, accompagnata da una rigorosa lotta all’evasione fiscale.

Muoversi secondo questi principi significa avere in mente sempre tutta la città e quindi progettare gli interventi con una visione d’insieme del territorio e del tessuto sociale cittadino, attraverso interventi immediati e politiche di medio e lungo termine.
Ampliando le cabine di regia in cui il Comune svolga un ruolo di coordinatore in sinergica collaborazione con le altre istituzioni; condividendo la progettazione e la programmazione con il terzo settore, attore permanente in sussidiarietà circolare; semplificando le procedure amministrative; innovando la logistica e la strumentazione degli uffici comunali.

Impegnarsi per il cambiamento gentile significa impegnarsi a spiegare le scelte che si intendono fare e confrontarsi, ed anche a promuovere i cambiamenti gradatamente laddove possibile, per dar modo ai cittadini di apprezzarli e quindi di aderirvi naturalmente.

Puoi scaricare il programma completo cliccando qui.

Persone e fragilità

Questo diverso modo di pensare alla città vede il Sindaco non solo simbolicamente ma anche fattivamente garante della tutela della Persona e delle fragilità, con assunzione di un ruolo attivo di supervisione delle politiche dei settori che se ne occupano, attraverso un Ufficio apposito c/o direzione Generale Comune sotto la sua guida. Con specifica possibilità di operare in modo integrato e trasversale con i settori per gli interventi a tutela delle persone per l’immediata attuazione in sinergia delle misure.

Deve poi darsi risposta immediata alle gravi sofferenze economiche dei cittadini, famiglie anche di un solo componente e realtà professionali ed economiche, sofferenze non più ristrette alle fasce di reddito molto basso, prevedendo interventi volti ad attuare misure di aiuti concrete con allargamento dei parametri di accesso alle stesse, destinandovi importanti fondi comunali. Parimenti va avviato un processo di progressiva semplificazione delle procedure amministrative di accesso, contemperando il dovere del Comune di verificarne i requisiti con il diritto dei suoi cittadini ad un accesso veloce e snello.

Riteniamo urgente anche una mappatura delle Associazioni terzo settore per dare una concreta valutazione della loro potenzialità e funzionalità ai fini dell’affidamento di servizi specifici. Le realtà che operano sul territorio cittadino e forniscono servizi alla persona vanno valorizzate, creando una specifica Regia in capo al Comune con risorse dedicate per la pianificazione della collaborazione, che deve essere progettata per una, seppur determinata, ragionevole continuità.

Occorre aggiornare rapidamente alle nuove normative in vigore (L. 117/2017 “Codice del terzo settore”) i settori comunali interessati e i vari regolamenti, ridisegnando l’intervento comunale; favorire (come per altro previsto dal Codice del terzo settore) l’attività delle Associazioni che si sono adeguate al codice del terzo settore, recuperare risorse per l’aggregazione dei residenti sul territorio

Va affrontata fattivamente l’emergenza abitativa, che già presente è aumentata a seguito del periodo Covid e con lo sblocco degli sfratti post- Covid, in sinergia con Ater stimolandolo a maggiori interventi e disponibilità e massimizzando il numero degli alloggi di proprietà del Comune che vi possono essere destinati.

Cultura

Solo la cultura può fornirci gli strumenti, le capacità critiche e i modelli di comportamento per promuovere la consapevolezza dell’ineludibile necessità della pace, che affonda le sue ragioni e radici nella concezione etica della giustizia, quella che presiede alle scelte e che si incarna nell’esempio dei Giusti. Il nostro più grande desiderio è che Padova, in nome della sua tradizione e della sua storia millenaria, continui a essere una città libera, colta, sensibile, aperta al mondo, accogliente.

Una città gentile. Crediamo fermamente che non ci sia forza più grande della gentilezza, che è uno stile di vita, non un cedimento timido alla prepotenza di pochi. Siamo convinti che il compito più alto di chi amministra consista nel promuovere concordia e amicizia tra quanti vivono nella stessa città. Tutto questo mira a incrementare la sicurezza di una città, che non può essere demandata solo alla sorveglianza delle videocamere o al presidio delle forze dell’ordine.

Riteniamo quindi che debba riorganizzarsi il Settore, che il recente riconoscimento UNESCO, attuando una separazione del settore Musei e Biblioteche in due settori distinti. Con un doveroso implemento del bilancio della cultura e dei musei proprio per la loro funzione di promozione sociale e di volano economico in rapporto alle attività di promozione del turismo culturale, da programmare in sintonia con gli altri attori operanti nel contesto cittadino. Ulteriori risorse potranno venire dalla tassa di soggiorno.

Va ricondotto il Centro Altinate/S. Gaetano all’idea iniziale e quindi diventare uno spazio culturale civico attivo e propositivo, gestito dall’istituendo e autonomo Settore Biblioteche, con un’attività volta a realizzare rassegne, cicli di conferenze, incontri con gli scrittori e gli intellettuali ecc. Urgente è dotare l’auditorium sotterraneo di una cabina di regia e di un impianto fisso di amplificazione e procedere all’insonorizzazione dell’agorà per renderla fruibile anche ad attività musicali e concertistiche.

La Biblioteca centrale che ha sede nel Centro Culturale Altinate San Gaetano deve essere ripensata dando spazio al concetto originario e prevedere una sezione dedicata all’infanzia, ai bambini e ai ragazzi. Ed uno spazio rilevante va dato alla sezione Video, Cineteca, navigazione in Internet.

Vanno realizzate biblioteche di quartiere che siano attivi luoghi di aggregazione e inserimento sociale, fondamentali anche per iniziative di accoglienza della cultura. Occorre quindi investire per poter avere orari di apertura realmente rispondenti alle esigenze degli utenti.

La didattica museale dovrà essere incrementata, perché è strumento privilegiato per avvicinare i bambini, attraverso il gioco, alla conoscenza della storia della loro città e formare in loro la coscienza del rispetto e della salvaguardia dei monumenti e del patrimonio culturale di cui sono eredi.

Va istituito un tavolo di regia delle varie iniziative culturali, in tutti i campi, da quello monumentale, museale e musicale, a quello delle mostre temporanee, comprese quelle riservate agli artisti padovani, anche in una visione di incontro con l’esperienza di artisti e movimenti di altre realtà, italiane e straniere.

Per la politica delle grandi mostre temporanee è fondamentale la collaborazione con la Fondazione Bano e la Fondazione Cariparo, che da anni organizzano eventi di grande rilievo nella nostra città.

La rigenerazione urbana dovrà passare necessariamente attraverso il ridisegno della dimensione funzionale e simbolica Il Sistema bastionato e il Parco delle Mura e delle Acque, importante patrimonio cittadino, in un’ottica di valorizzazione.

Deve altresì ripristinarsi una destinazione a usi civici del fronte del Foro Boario, rivedendo il Progetto di Finanza attualmente in vigore, con un atto di autotutela del Comune, in vista di un progetto di riqualificazione urbanistica e funzionale che restituisca ai cittadini, proprietari del bene, questo importante edificio pubblico.

E così deve esserci un ripensamento dell’ex Macello di via Cornar, che ospita il Planetario e la cosiddetta Cattedrale, utilizzata prevalentemente per mostre di arte contemporanea. Occorre pensare al recupero degli edifici dando loro la precisa funzione di spazi per la creatività giovanile.

Il restauro e la valorizzazione del Castello Carrarese sono tra le nostre priorità. La restituzione del Castello alla città consentirà di rimuovere, non solo simbolicamente, la damnatio memoriae operata da Venezia nei confronti dei Carraresi. Stiamo lavorando, in accordo con l’Università, a un progetto assai importante per la riqualificazione dell’intera area.

Vanno realizzate mostre d’arte contemporanea che possano avere attrattiva anche per i più giovani e il turismo culturale, devono esser ripresi i notturni d’arte, sostenuta e ampliare l’offerta teatrale e mantenuto vivo il progetto di realizzare in futuro l’Auditorium.

Persone e socializzazione

L’Amministrazione deve ripensare e ricostruire declinandole all’oggi le occasioni di stare assieme dei cittadini, includendo le varie fasce di età dei residenti preferibilmente non lontano da casa, favorendo lo sviluppo del volontariato inserendolo adeguatamente in un mosaico complessivo fatto di intervento pubblico e privato.

E per recuperare completamente tutte le risorse che il volontariato può offrire allo stare insieme, vanno ridefiniti ed implementati i luoghi dove poter svolgere le attività.

Una grande opportunità viene dalla realizzazione delle “Case della comunità” previste dal PNRR nella misura di una ogni 20 mila abitanti. Queste devono essere luoghi di servizi in senso lato, in cui pubblico e privato collaborano per la qualità della vita di tutti.

Dall’altro lato può essere lo strumento con cui dare risposta all’urgenza di cambiare profondamente l’approccio degli Uffici Comunali alle associazioni di volontariato e all’erogazione di interventi/attività per l’aggregazione sociale.

Vanno aiutate le persone anziane e disabili e famiglie a bassi redditi a sostenere le spese di cura degli animali domestici.

Politiche di genere

La città deve esser d’esempio sulla parità di genere, e quindi deve promuovere modelli di crescita inclusivi. E quindi debbono porsi in essere progetti volti ad:

  • implementare l’occupazione e l’imprenditoria femminile;
  • garantire l’equilibrio di genere nelle cariche e nelle manifestazioni pubbliche;
  • progettare con le imprese, le società partecipate, l’università e le associazioni di categoria per iniziative formative che hanno l’obiettivo trasversale di prevenire discriminazioni multiple di genere, orientamento sessuale, disabilità, origini etniche, età;
  • progettare e sostenere percorsi di formazione e informazione nelle scuole
  • realizzare il bilancio di genere del Comune.

Contrasto alla violenza sulle donne

Tema imprescindibile e fondamentale: i numeri nazionali e quelli rilevati in città impongono di intensificare politiche e interventi. La violenza sulle donne non riguarda solo le donne. Riguarda tutti.

Ed è fondamentale un lavoro in rete, e quindi una struttura operativa sul territorio cittadino, con declinazioni di pratiche concrete e condivise dagli attori del tavolo coordinata dal Comune.

Riteniamo quindi imprescindibile procedere a:

  • istituire una cabina di regia stabile con Comune capofila e partecipazione Prefettura, FFOO, Procura, Ordine Avvocati, Servizi, Cav, PS per fare il punto della situazione cittadina in tempi reali e concordare strategie condivise di concreta ed immediata attuazione;
  • implementare i fondi destinati ai Cav per le case di rifugio e accoglienza;
  • potenziare anche attraverso collaborazione Cav e terzo settore l’attività di formazione per i ragazzi con percorsi su violenza di genere, diversità, stereotipi;
  • proseguire su questi temi con i protocolli d’intesa, che sono fondamentali perché impegnano le Istituzioni e adottano linee comuni d’intervento.

Giovani

I giovani non sono ‘un problema’, sono il nostro futuro! Sono importanti e dobbiamo farglielo sentire, rivendicando altresì un ruolo di guida ed esempio, formandoli a vivere la loro città con cura e rispetto. Tutto questo con un linguaggio contemporaneo ed iniziative attrattive.

E’ nostra convinzione che il Comune debba con urgenza avviare una politica di offerta culturale e sportiva, in collaborazione con le realtà del territorio e l’Università, per proporre iniziative che consentano l’interazione ragazzi/città.

Va anche pensato e realizzato con urgenza un servizio di ascolto per i ragazzi e di supporto alle loro famiglie, che non può esaurirsi nella consultazione di sportello ma deve trovare attraverso la comunicazione del Comune una realtà di collegamento che prosegua la presa in carico. E questo in collegamento con le linee guida di cui si è detto con le associazioni di volontariato nel territorio.

Debbono venir realizzati spazi e luoghi di aggregazione e promossi eventi con accessibilità gratuita o comunque agevolata.

Anziani

Sono risorse! Per la stragrande maggioranza ancora attivi e partecipi della vita cittadina, dei quali vanno considerate le indifferibili esigenze attraverso:

  • l’incentivazione delle cure di prossimità;
  • il potenziamento delle reti di assistenza domiciliare;
  • l’incremento luoghi d’incontro e attività con direzione del Comune, nelle quali trovino anche supporto per l’accesso telematico ai servizi cittadini e sanitari e non solo;
  • la realizzazione di un servizio, in collaborazione con terzo settore, di visite agli anziani autosufficienti (ed anche in coppia) volte a creare un rapporto di prossimità e compagnia, con condivisone di piccole attività quotidiane, per non farli sentire soli;
  • vanno realizzati progetti di co-housing.

Lavoro – Commercio – Imprese

Il tema del lavoro è fondamentale. Ancora non si è superata la crisi legata alla pandemia ed è molto cambiata la percezione e la visione del lavoro per le generazioni più giovani.

Ogni attore deve agire con responsabilità etica, attenzione al genere orientandosi alla centralità della persona e mediando in un’ottica di civiltà lavorativa.
Commercianti, imprenditori, start-up e giovani, devono trovare nella comunità un terreno fertile per la realizzazione dei propri progetti e la piena vicinanza delle istituzioni.

I lavoratori e le lavoratrici rappresentano il capitale umano di ogni comunità lavorativa ed hanno diritto ad un clima salubre e rispettoso della dignità personale, oltre che a trovare occasioni e possibilità lavoro.

Vanno quindi potenziate le attività di formazione, anche attraverso il supporto alle Associazioni di volontariato, per la collocazione/ricollocazione nel mercato del lavoro; incoraggiati e sostenuti i progetti e i percorsi diretti a diffondere una cultura lavorativa e organizzativa maggiormente orientata all’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi piuttosto che alla sola efficienza, più flessibile e meno rigida, che sia in grado di focalizzare e valorizzare le competenze e le abilità di lavoratrici e lavoratori.

Riteniamo fondamentale che il Comune promuova e coordini un tavolo cittadino di concertazione e co-progettazione, al quale possano partecipare associazioni di categoria e gruppi di negozianti, per valorizzare, sostenere e rafforzare la rete commerciale di vicinato e rilancio delle attività commerciali.

Deve poi operarsi a più livelli nelle seguenti direzioni:

  • aprendo un tavolo Comune/proprietari di immobili sfitti per incentivare la riapertura dei negozi vuoti;
  • incentivando le attività under 30 progettando una fiscalità di vantaggio sulle tasse comunali e specifici accordi di tutoring con CCIAA;
  • istituendo un social street con specifico progetto Comune/CCIAA/associazioni di categoria per comunicare in maniera permanente ed attrattiva le iniziative pubbliche nella città di Padova, centro e quartieri;
  • rivedendo e modernizzando la cartellonistica comunale che indica le attività e percorsi di zona, per creare giri alternativi che portino anche in zone meno centrali o conosciute;
  • rafforzare l’accessibilità ai luoghi del commercio con un pian odi logistica urbano sostenibile.

Per il quartiere centro, che soffre come gli altri la crisi e una progressiva chiusura delle attività, riteniamo debba considerarsi che ciò è aggravato dalla modalità di accessibilità allo stesso.

Pertanto, oltre alle iniziative di indirizzo generale, si ritiene necessario ad un suo recupero mantenere le aree di parcheggio in essere (parcheggio Prandina con sistemazione del sito ed implemento del numero dei posti compatibilmente tariffe contenute e tempistiche; parcheggio piazza Insurrezione) con tariffe contenute.

Nel contempo vanno progettate politiche di promozione della mobilità con mezzo pubblico o bicicletta, pensare a sistemi di consegne a domicilio degli acquisti.

Trasporti e ambiente

Riteniamo che obiettivo imperativo e urgente sia ridurre drasticamente il consumo di combustibili fossili, stante il colossale inquinamento da polveri sottili di cui soffre particolarmente il nostro territorio e la necessità di ridurre le emissioni di CO2. .Ogni metro cubo di gas o litro di combustibile fossile non bruciato significa meno CO2 e meno polveri sottili emessi, oggi peraltro anche con un risparmio economico che diventa sempre più considerevole: non c’è divergenza tra ambiente e economia! La incombente crisi energetica impone di attivare tutte le azioni per orientare il ricorso alle fonti rinnovabili di energia in tutti gli edifici pubblici e approfittando di ogni situazione di ristrutturazione oltre che di nuova edificazione.

Si deve promuovere sul territorio padovano la formazione delle comunità energetiche come delineate nei più aggiornati interventi legislativi nazionali e regionali, per attingere alla risorsa di energia naturale offerta dal sole ed alla temperatura costante del sottosuolo. L’accoppiamento fotovoltaico più pompa di calore può dare risposte economiche e pulite alla crisi energetica in atto, ma è necessario creare le condizioni perché queste tecnologie siano adottate su larga scala, dal pubblico e dal privato.

Va fatto uno studio e la pianificazione delle modalità di adeguamento degli impianti e dei locali delle scuole sul territorio comunale (in sinergia con la Provincia) per far fronte alle esigenze di adeguata aereazione senza arretrare sul confort; vanno valorizzate le tecnologie che buona prova stanno fornendo in molti edifici in Padova consentendo elevati standard, bassissime emissioni e minimi consumi di combustibili fossili (i.e. solare termico, geotermia a bassa entalpia e le reti termiche intelligenti per gestire i fabbisogni termici civili con emissioni nulle).

Va recuperata l’esperienza dell’Università di Padova riguardo gli edifici di recente ristrutturazione e le competenze accademiche ed investita la Regione per la sua parte di competenza. Vanno trasmessi ai cittadini il senso di questa urgenza e gli elementi sommari di valutazione economico/operativi; in tal senso va studiata la costituzione di sportelli informativi ad hoc.

Nel campo della mobilità, oltre al celere progredire degli investimenti sulle linee tranviarie, è urgente un nuovo accordo con Busitalia Veneto per la sostituzione integrale del parco veicoli urbani prevista dal bando di assegnazione del servizio, concordando perché si acquistino solo veicoli elettrici ad emissioni zero.

Innovazione e inclusione

Va progettato e realizzato un progressivo adeguamento dell’ assetto edilizio ed urbano e dei servizi del territorio comunale al fine di consentire alle persone con difficoltà motorie o altre disabilità di aver il maggior grado di autonomia possibile.

Deve quindi incentivarsi l’utilizzo di tecnologie avanzate ed inclusive, legate allo sviluppo e all’utilizzo anche della robotica e dell’intelligenza artificiale a servizio delle persone con difficoltà ed anche di tutta la comunità.

Vanno dotate le sale di quartiere, le scuole, i musei, strutture per anziani ed uffici comunali di almeno un robot di telepresenza utilizzabile gratuitamente dai cittadini fragili e vulnerabili.

Sul fronte del digitale dev’essere completata la posa della fibra ottica per la rete dati al alta velocità, fattore determinante per la competitività delle imprese e l’attrattività del territorio, usando in modo aperto l’infrastruttura pubblica presente.

Va urgentemente ripensato l’assetto logistico degli uffici e dotazioni uffici comunali, per renderli adeguati alle esigenze di chi ci lavora e del cittadino che ne usufruisce.

Verde, decoro urbano, rifiuti

Premessa necessaria è la mappatura organica del territorio comunale con una reale stima dell’esistente tra verde e costruito/costruendo ed impedire nuove costruzioni ad uso commerciale di grande distribuzione ed ulteriore sfruttamento di suolo, favorendo il recupero dell’esistente.

Va poi attivata una costante e generale manutenzione del verde pubblico e dell’arredo urbano.

Deve incentivarsi un sistema di raccolta rifiuti uguale per tutta la città, favorendo la realizzazione di isole ecologiche con congruo arredo urbano. Vanno promosse iniziative di formazione interattiva con i cittadini per sensibilizzarli.

Vanno ripensati e potenziati gli interventi di pulizia e cura della città, strade e arredo urbano e verde.

Salute

Anche in questo settore molto è cambiato e le politiche comunali vanno ripensate.
Siamo convinti che debba promuoversi un welfare di prossimità per superare la distinzione politiche sanitarie/politiche sociali, e questo attraverso l’affiancamento ai servizi sociali tradizionali di nuovi servizi di prossimità.

  • Deve incentivarsi sempre più l’assistenza domiciliare integrata;
  • vanno incentivate e realizzate in ogni quartiere le Case della salute in cui si collocano ambulatori medici di base, infermieri di comunità, psicologi, specialisti, in rete con assistenti sociali, mediatori e mondo del volontariato;
  • va avviata nelle circoscrizioni una campagna attrattiva per portare un messaggio propositivo sulla possibilità di mantenersi in salute con stili di vita sani, attraverso volontari formati in collaborazione con terzo settore, avente la finalità di prevenzione, aderenza alle campagne di screening e vaccinazione, attività fisica costante e controllo del peso, uscita dalle dipendenze di alcool e fumo, controllo dell’alimentazione e dell’apporto di carboidrati;
  • va sostenuta con forza la richiesta di maggiori risorse per potenziare i consultori;
  • vanno promosse campagne di prevenzione tossicodipendneze e consumo alcool.

Sicurezza

Per quanto compete al Comune in questa materia, la maggior garanzia è una città viva, pulita e culturalmente attiva. E quindi tutto quanto sin qui descritto concorre a rendere Padova sicura.

Nell’immediato, riteniamo prioritario dare al corpo della polizia Municipali spazi, mezzi e strumenti ed un organico adeguato. Vanno sviluppate le sinergie con le forze di polizia (Polizia di sttao, Carabinieri, Guardia di finanza) rafforzando i servizi comuni a difesa del territorio.

Riteniamo debba investirsi nella protezione civile in termini di risorse, formazione e mezzi, rinnovando il parco veicoli e natanti ed il vestiario dei volontari.

Faccio l’avvocata ed ho scelto questo mestiere perché mi interessano le persone.

Ho 58 anni e da quasi 30 mi occupo di diritti della Persona e della Famiglia per assicurare loro un’assistenza competente e personalizzata, aperta alla mediazione, ma ferma nella tutela. Ho svolto e svolgo attività di patrocinio e consulenza per enti pubblici e associazioni. Mi dedico da anni alle politiche di genere, partecipando come relatrice e docente a convegni, seminari e cicli di conferenze su questo tema. Da oltre 25 anni collaboro come volontaria con il Centro Veneto Progetti Donna, associazione che si occupa di disagio femminile e contrasto alla violenza di genere. Da marzo 2019 sono vicepresidente Commissione per le Pari Opportunità, le politiche di genere e i diritti civili del Comune di Padova.

Francesca Gislon

Candidata Sindaca di Padova

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