Project Description

Antonio Fregnan

Mi chiamo Antonio Fregnan, ho 61 anni, sono single, e ho uno studio di architettura che si occupa soprattutto di ristrutturazioni edilizie. Sono appassionato di arte e dedico il mio tempo libero alle visite di mostre e altri luoghi di cultura.

Abito nel quartiere Guizza di cui sono consigliere nella Consulta di Quartiere.

Da diversi anni sono impegnato sui temi legati alla rivalutazione di questo quartiere e ho contribuito attivamente alle attività ad esso legate.

Conosco bene le problematiche ambientali e urbanistiche di queste zone e ho molte idee su come risolvere i problemi di chi ci abita.

La mia esperienza all’interno della consulta mi ha insegnato ad ascoltare non solo i miei colleghi, ma a dare voce ai cittadini, con i quali ho instaurato un ottimo rapporto. Ho capito tuttavia che il lavoro portato avanti nei quartieri richiede l’interazione costante e costruttiva con gli organi amministrativi della città, senza la quale tutte le attività svolte restano teoria.

Credo fortemente nell’importanza di incentivare la vita dei quartieri di Padova, supportando le attività commerciali anche al difuori del centro e favorendo lo sviluppo di punti di socializzazione, sfruttando le sinergie culturali già presenti nelle diverse realtà.

Ritengo anche necessario per la nostra città creare un progetto per la gestione del verde pubblico, che si concentri sulla valorizzazione delle aree verdi già presenti sul territorio, considerando l’importanza della manutenzione e della conservazione delle specie arboree.

Infine, sono convinto che a livello culturale sia necessario sviluppare un programma ambizioso e innovativo di esposizioni artistiche che restituiscano a Padova la centralità che si merita.

I miei propositi:

  • Penso sia importante mantenere un forte rapporto tra i cittadini e le istituzioni attraverso le consulte di quartiere. Attualmente questi organi hanno un ruolo meramente consultivo. La mia idea è di ridare forza e voce agli organi dei cittadini anche a livello decisionale.
  • Non basta piantare alberi qua e là e abbatterne altri qua e là per gestire il verde pubblico. C’è bisogno di un progetto organico, di competenze specifiche e aggiornate, di una visione del verde come un fattore che ha un impatto diretto sull’ambiente e sulle persone. Non è possibile pensare al verde come ad una questione di arredo urbano.
  • Padova – urbs picta – patrimonio dell’Umanità, non può limitarsi ad offrire i soli capolavori costruiti dai nostri antenati più di 800 anni fa. Una città moderna deve essere in grado di organizzare eventi culturali all’altezza di quelli dei nostri antenati, valorizzando anche gli artisti locali. In quest’ottica è necessario sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche artistiche e fare in modo che tutti ne possano godere.